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Di fronte alla grave crisi economica anche il mio partito, l’UDC , in maniera responsabile ha offerto la propria disponibilità ad accettare scelte dure ed impopolari ma necessarie per non far cadere il nostro paese nel baratro di una crisi finanziaria che, se non affrontata, trascinerebbe noi tutti all’uscita dall’Euro e, di conseguenza, al fallimento del progetto stesso dell’Unione Europea.
Non occorre sottolineare che uno scenario di questo tipo, pur grave per tutti, sarebbe drammatico in particolare per i redditi bassi e per i lavoratori dipendenti che verrebbero trascinati sotto la soglia di povertà a causa della mostruosa inflazione che si genererebbe, creando situazioni sociali, la cui drammaticità sarebbe pari a quella degli anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale.
In questa prospettiva l’Unione di Centro ha responsabilmente fatto una serie di proposte sulla manovra finanziaria che vengo qui a proporvi in sintesi
Dal lato delle entrate si propone:
1) Imposta patrimoniale sulle fondazioni bancarie che dispongono di un patrimonio di 48 miliardi di euro;
2) Aumento delle imposte sulle rendite finanziarie speculative;
3) Abolizione delle provincie sotto i 500.000 abitanti e dei comuni sotto i 1000;
4) Nomina nelle società pubbliche di amministratori provenienti obbligatoriamente dall’ente a cui spetta la nomina con conseguente risparmio dei compensi;
5) Patto Territoriale regionale di Stabilità, in modo da modularlo all’interno delle regioni stesse cos’ come proposta anche da uno specifico progetto di legge che abbiamo presentato in Consiglio regionale
Dal lato delle uscite:
1) Credito di imposta per gli investimenti in ricerca ed innovazione;
2) Credito di imposta IRAP/IRES per le assunzioni di giovani sotto i 30 anni;
3) Detassazione ai fini IRPEF/IRES degli utili reinvestiti nelle PMI;
4) Aumento delle deduzioni per carichi familiari;
5) Revisione delle tariffe per l’accesso ai servizi comunali, il famoso principio del “Quoziente Parma” per favorire i nuclei famigliari con figli;
6) Aumento dell’età pensionabile col beneficio della maternità;
7) Ripristino della detrazione fiscale del 55% sugli interventi di risparmio energetico;
8) Proposte per il mezzogiorno con credito di imposta rafforzato per gli investimenti in ricerca ed innovazione.
Tutto queste proposte non vengono fatte in antitesi a quella del governo ma in senso migliorativo e nella consapevolezza della situazione economica del paese, sempre pronti al confronto ed alla sintesi. Appare evidente che con questa proposta, accanto ai tanto famigerati ma oramai indispensabili tagli nella pubblica amministrazione, si introducono particolari misure legate allo sviluppo ed al sostegno del nostro sistema di piccole e medie imprese.
Non posso però esimermi dal fare due osservazioni: non sarebbe stato più responsabile dire la verità sulla crisi economica senza spargere inutilmente un ottimismo velleitario, invitando i cittadini a spendere e a consumare, per poi annunciare una manovra di lacrime e sangue come ha fatto il nostro Presidente del Consiglio ?
Inoltre, in un periodo come questo, con problemi di questa natura e con i tagli che andranno a colpire anche l’amministrazione della giustizia, era così prioritario e dirimente il tema delle intercettazioni ?
La superficialità del Governo è oramai sotto gli occhi di tutti e questo riassume anche la nostra idea di un sistema politico, quello bipolare, che ha drammaticamente fallito la sua missione poiché alle facili e spesso demagogiche promesse ha corrisposto un’azione politica forte solo sui temi che toccano l’interesse personale del premier e non sui temi che toccano la stragrande maggioranza degli italiani.
Per queste ragioni e per un senso di responsabilità istituzionale l’Udc è disponibile, con le proposte di modifica precisate sopra, pur mantenendo con coerenza il ruolo di opposizione che ci è stato assegnato dagli elettori, anche ad approvare la manovra finanziaria nell’unico tentativo di salvare l’Italia dal baratro.
Raffaele Grazia
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